CHI SIAMO

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CHI SIAMO

Lavorare per progetti: cosa vuol dire per noi
Il nostro modo di lavorare con i bambini del nido e della scuola dell’infanzia consiste nello strutturare occasioni di gioco e  di apprendimento in cui ciascun bambino possa fare esperienze a cui attribuire significati, insieme agli altri.
La nostra filosofia è sostenuta dalla pedagogia attiva che, da Dewey a Montessori fino a Malaguzzi, ci dice che l’apprendimento è veicolato da un fare attivo, continuativo e motivante.
Il nostro impegno parte dall’allestimento di un ambiente accogliente e non giudicante in cui ciascun bambino possa sentirsi bene e percepire dentro di sé il desiderio di mettersi in gioco.

Le fasi delle progettazioni sono:

1. Osservazione e interpretazione dell’agire dei bambini.
2. Offerta e sviluppo della situazione con l’adulto come osservatore e co-ricercatore.
3. verifica e al valutazione attraverso l’osservazione.

Lo zero – sei la legge 
Legge 107 del 2015 – Il sistema integrato: art. 1, comma 181, lettera e) istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, costituito dai servizi educativi per l’infanzia e dalle scuole dell’infanzia, al fine di garantire ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali, nonché ai fini della conciliazione tra tempi di vita, di cura e di lavoro dei genitori, della promozione della qualità dell’offerta educativa e della continuità tra i vari servizi educativi e scolastici e la partecipazione delle famiglie l’esclusione dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia dai servizi a domanda individuale
DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 65  Entrata in vigore del provvedimento: 31/05/2017

La pedagogia pupi solari
Qual è la nostra scelta?
Abbiamo scelto di mettere in atto un cambiamento. Nei diversi gradi della scuola si intravedono i primi segnali della necessità di adeguare la formazione e l’istruzione ad un nuovo modo di strutturare ed utilizzare la conoscenza. La valutazione degli  apprendimenti, già a partire dalla scuola primaria, si suddivide in conoscenze, abilità e competenze. Le capacità logiche, deduttive, espressive, diventano importanti quanto l’acquisizione di nozioni.

Le strutture cognitive ed emotive necessarie ad apprendere vedono le proprie fondamenta nel bagaglio di indagini ed esperienze che i bambini fanno nei primi 6 anni di vita, attraverso il gioco e attraverso le relazioni.

Questa è la consapevolezza che ci ha portato ad intraprendere la difficile strada della destrutturazione e ricostruzione delle nostre proposte educative e didattiche, mettendo al centro i bambini e le bambine per costruire insieme a loro percorsi inconsueti di conoscenza.

 

IL BAMBINO

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“Il bambino è un corpo che cresce e un’anima che si svolge.”
(M. Montessori)

Dotati di un bagaglio di innate capacità e predisposti per assorbire il mondo e diventarne protagonisti i bambini sono i veri attori del nostro scenario educativo. Durante i primi 3 anni diversi aspetti della loro crescita hanno un’evoluzione rapida come in nessuna altra fase della vita: lo sviluppo emotivo, cognitivo e motorio che, tutti insieme ed in così breve tempo, cooperano al fondamentale processo della costruzione del sé. Fin dalla nascita tutto ciò che accade al bambino ha il potere di plasmare il suo divenire nutrendo la sua percezione di sè come individuo capace e portatore di un valore. Nutrimenti fondamentali per questa costruzione sono il soddisfacimento dei propri bisogni emotivi, fisiologici e cognitivi e la possibilità di interagire con un ambiente che sostenga positivamente e concretamente le crescenti capacità di fare e modificare il mondo che lo circonda.

I primi e principali protagonisti, insieme al bambino, di questa opera costruttiva sono i genitori che lo hanno accolto con quello dell’amore profondo ed incondizionato che ha sostenuto le primissime fasi della vita e del suo sviluppo. All’arrivo al nido il bambino porta già con sé molte strutture che cambiano a seconda dell’età e delle esperienze vissute fino a quel momento. Il nostro intento è quello di accogliere questo bambino conoscerlo e proseguire con lui e con i genitori, nel percorso di crescita sostenendo la sua individuale costruzione e ricerca del proprio modo unico e speciale di stare nel mondo.

GLI ADULTI

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I GENITORI

La partecipazione della famiglia alla vita del nido è molto importante per il benessere dei bambini. A partire dall’ambientamento, che prevede la permanenza di mamma o papà per tre giorni interi all’interno del nido, i genitori hanno la possibilità di vivere la struttura, gli spazi e i tempi, così da conoscere realmente il contesto e l’ambiente a cui affidano i propri bambini. L’obiettivo è quello di costruire con le educatrici uno scambio consapevole basato sulla fiducia reciproca e sulla condivisione dello “sguardo” e di modalità educative coerenti in cui il bambino possa riconoscersi e ritrovarsi.

La relazione con la famiglia rappresenta un cardine per la costruzione di un percorso di crescita rispettoso dell’identità di ogni bambino e bambina.  I genitori sono i primi e principali esperti e conoscitori del proprio figlio, è fondamentale perciò che si costruisca una vera cooperazione con le educatrici nell’incontro e nello scambio quotidiano durante l’accoglienza e i ricongiungimenti all’interno delle sezioni, così come in alcune preziose specifiche occasioni.

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“Ogni luogo ha un’anima, un’identità, cercare di scoprirla e porsi in relazione con essa significa imparare a riconoscere la propria anima”

(Hillmann)

AMBIENTAMENTO

Il momento dell’ambientamento al nido rappresenta una delle più delicate e significative  esperienze della vita del bambino e dei suoi genitori. Due eventi importanti avvengono contemporaneamente: il distacco dalla mamma, e più in generale dal contesto familiare, e l’ingresso nella vita sociale. Il genitore dal canto suo si trova per la prima volta ad affidare il proprio bambino a persone che non appartengono al contesto familiare, portandosi una moltitudine di pensieri, dubbi, bisogni e talvolta preoccupazioni. Il nido accoglie il bambino e la sua famiglia fin dai giorni dell’ambientamento in cui la mamma o il papà rimangono con il bambino per tutto il tempo.
È molto importante che la permanenza dei genitori durante le prime tre giornate al nido (secondo l’orario di frequenza scelto), assecondi il più possibile il bisogno del bambino di conoscere il nuovo ambiente, le persone che lo abitano, i ritmi e le modalità in cui vengono svolti i diversi momenti della giornata, prima di instaurare con essi un rapporto affettivo e di fiducia.

Questa conoscenza ed esperienza in presenza della figura genitoriale offre al bambino la serenità per vivere pienamente e interiorizzare realmente la nuova realtà, così che sappia chiaramente cosa accade, a chi affidarsi, a chi chiedere rassicurazione, dove trovare ciò che gli piace fare, come trovare risposta ai propri bisogni, tutte informazioni necessarie per saper leggere il contesto del nido ed elaborare più serenamente il suo stare senza mamma e papà.

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“Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”

(Antico proverbio africano)

OCCASIONI DI FESTE E LABORATORI

La famiglia è il primo e più importante luogo in cui si costruisce l’identità e l’esperienza di relazione di ogni bambino. Tutte le figure parentali con le quali i bambini trascorrono del tempo  hanno un valore affettivo ed educante, cooperando all’attribuzione di significati e valore alle relazioni esterne al nucleo mamma – papà – bambino. Durante l’anno, il nido si apre quindi a tutti i familiari progettando diverse occasioni di condivisione: La festa dei nonni, la giornata dei fratelli, la festa di Natale, la festa di fine anno sono occasioni in cui tutta la famiglia è coinvolta.

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GIORNATA AL NIDO CON MAMMA E PAPA’

L’ occasione di rivivere una giornata con il proprio bambino all’interno del nido è offerta a tutti i genitori anche dopo il periodo degli ambientamenti. I bambini acquisiscono costantemente nuove abilità e competenze, intessono nuove relazioni e scambi che nel tempo si perfezionano. Rivivere una intera giornata al nido a distanza di qualche mese dall’ambientamento è una preziosa occasione per i genitori per seguire la crescita del proprio bambino e per mantenere viva la continuità e la sintonia con le educatrici.

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Dott.ssa Valentina Casagrande
Psicologa specializzata nella fase dello sviluppo della prima infanzia

IL NOSTRO TEAM

LA COORDINATRICE

Organizza e pianifica le equipe educative, osserva e verifica lo sviluppo dei percorsi d’esperienza insieme alle educatrici, predispone la formazione mirata alla crescita professionale del gruppo. Si fa garante e portavoce del lavoro del’equipe, ricercando strategie e risposte ai diversi bisogni di tutti gli attori del nido: bambini, famiglie, educatrici. Si occupa di accogliere le famiglie condividendo con loro, sin dai primi incontri, il progetto pedagogico.

LE EDUCATRICI

Co-protagoniste del processo educativo insieme ai bambini e ai genitori,  assumono un ruolo di “regia”, organizzando e trasformando lo spazio sulla base dell’osservazione attenta e costante degli interessi dei bambini, implementano il clima emotivo, facilitano e sostengono le relazioni tra pari e tra bambino ed adulto. Instaurano relazioni significative con i bambini durante gli ambientamenti diventando punti di riferimento emotivo, così che ogni bambino riceva le risposte ai propri bisogni di rassicurazione e contenimento, e si senta sicuro di interagire con il contesto che lo circonda.
Noi siamo: ricercatrici di talenti – cuori pensanti – braccia che accolgono – costruttrici di spazi che assistono al divenire.

IL PERSONALE AUSILIARIO

La pulizia e l’ordine degli spazi del nido sono molto importanti sia dal punto di vista igenico-sanitario che dal punto di vista percettivo e sensoriale. Le preziose collaboratrici che si occupano della cura del nido collaborano con le educatrici dal punto di vista organizzativo per far si che le profilassi quotidiane siano garantite e che i bambino trovino ogni giorno un ambiente ordinato e pulito.

IL TITOLARE

Si occupa di tutti gli aspetti burocratici e amministrativi, supervisiona l’operato di tutto il personale garantendone la correttezza e la sicurezza.

GLI ESPERTI

La dott.ssa Daniela Mainetti pedagogista e formatrice, la Dott.ssa Valentina Casagrande psicologa  specializzata nelle fasi di sviluppo della prima infanzia e di percorsi di sostegno alla genitorialità, si occupano della supervisione pedagogica dello staff  e offrono incontri e consulenze alle familgie.

LO SPAZIO

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«L’arte della ricerca è già nelle mani dei bambini, sensibilissimi al godimento dello stupore. I bambini avvertono presto che è in questa arte che possono ritrovare gran parte della gioia di vivere e la liberazione dalla noia che deriva dall’esistere in un mondo anonimo e inesplorato»

(L. Malaguzzi)

LO SPAZIO

L’ambiente che accoglie i bambini ha un ruolo molto importante, quello di sostenere la loro più grande spinta interiore: la dimensione del FARE. Gli spazi del nido sono pensati in modo da offrire ai bambini che li vivono la risposta alle loro fasi di sviluppo attive. Nel tempo i materiali e gli arredi si modificano al modificarsi del movimento e delle azioni che prendono vita. Giochi e materiali sono allestiti in modo che ogni bambino abbia costantemente la possibilità di accedere al “fare” che predilige.

La percezione polisensoriale dei bambini rende fondamentale la cura di uno spazio che garantisca armonia estetica e funzionale. Gli spazi del nido sono curati perché risultino accessibili, intuibili e perché comunichino a chi li abita possibilità di azioni, attraverso un linguaggio silenzioso di suggestioni che sostengono l’apprendimento veicolato da curiosità, stupore e meraviglia. Sostenere ed offrire questo tipo di sensazioni ai bambini è fondamentale perché la loro ricerca di intuizioni e la costante sperimentazione continui a nutrire il bisogno di apprendimento.

Il nido è diviso in due macroaree: la sezione dei grandi e la sezione dei piccoli. In entrambe vengono allestiti i centri di interesse ai quali i bambini accedono liberamente, predisposti in base ai differenti bisogni ed interessi delle diverse fasi dello sviluppo. L’allestimento delle sezioni e dei centri d’interesse si modifica durante i mesi di ogni anno educativo per rispondere alle crescenti abilità, al cambiamento degli interessi e delle autonomie crescenti dei gruppi di bambini.

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LA SEZIONE DEI PICCOLI

Dai 3 ai 18 mesi il grande protagonista è il corpo che si muove.  I bambini prendono via via sempre maggiore consapevolezza del proprio corpo e ne esperiscono le possibilità di compiere gesti e movimenti sempre più autonomi e complessi. Gli ambienti della sezione dei piccoli sono strutturati per offrire spazi adeguati a queste importanti fasi. Il tappeto morbido, i cestini con oggetti da afferrare, le scatole da aprire e chiudere, mobili e strutture per scoprire la verticalità, oggetti da trasportare, il travaso, gli abachi e i primi semplici incastri e torri.

Lo spazio euristico.

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LA SEZIONE DEI GRANDI

Dopo i 18 mesi i gesti e le azioni dei bambini diventano più complessi e finalizzati. I materiali sono predisposti per centri di interesse e suddivisi in giochi a terra di costruzione, arte effimera e creatività con le “looseparts”, atelier di manipolazione ed esperienze con il colore, l’angolo dei vassoi montessoriani con proposte mirate alla motricità fine e ai processi logici e scientifici, l’angolo della lettura e delle nomenclature, che sostengono le competenze linguistiche, la conoscenza del mondo e dell’immaginazione.

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«Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.»

(Bernardo di Chiaravalle)

IL GIARDINO

Costituisce un vero e proprio ambiente educante ed è protagonista delle giornate al nido. Vissuto quotidianamente in ogni stagione anche se per un tempo breve, offre ai bambini le esperienze, le suggestioni, le occasioni uniche ed irrinunciabili che solo gli spazi aperti e naturali possono garantire. I bambini all’aperto percepiscono istintivamente il senso di libertà di azione e le infinite possibilità di scoperta.

LE RELAZIONI

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«Veniamo al mondo programmati per entrare in connessione»

(Deb Dana)

LE RELAZIONI

Tutto ciò che avviene durante le giornate al nido costruisce il grande intreccio della tela delle RELAZIONI.

I primi bisogni fondamentale a cui il nido deve rispondere, nell’accogliere ogni bambino, sono il benessere fisico e quello emotivo che si fonda necessariamente sulla qualità delle relazioni che si creano.

I bambini, gli adulti e l’ambiente interagiscono all’interno di una cornice temporale scandita da un ritmo che fa da trama ai colori e ai rumori delle esperienze che prendono vita. L’ordito è fatto di gesti, di scambi, di idee, di bisogni, di progetti e al contempo di avvenimenti inattesi, che ne risultano comunque densi di significato, dal momento che ogni attore è portatore della propria complessità e della propria energia vitale.

Strumenti delle relazioni sono la cura, l’empatia, l’accoglienza, la co-regolazione e la co-costruzione. E’ all’interno di questo intreccio di relazioni che ogni singolo bambino percorre le proprie tappe, accompagnato e sostenuto dalla consapevolezza degli adulti che intorno a lui o lei si pongono in una posizione rassicurante, rispettosa, e promotrice di sempre nuovi traguardi.

IL TEMPO

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Il tempo al nido ha il compito e il valore di contenere e rassicurare. La giornata ha un ritmo ed una scansione lenta e sempre uguale, che rende ciò che accade accettabile, prevedibile, e fonte di benessere e piacere, scansione che tiene conto delle diverse esigenze in rapporto all’età dei bambini e alle abitudini del singolo: il ritmo sonno-veglia, l’intervallo tra un pasto e l’altro, i momenti di gioco sempre più regolari via via che i bambini crescono.  Per i bambini fino ai 12 mesi circa il tempo è scandito dai bisogni individuali di veglia e riposo, dopo l’anno il tempo dedicato al gioco aumenta sempre più fino a quando dopo i 18 mesi la giornata di tutti i bambini ha un andamento uguale e regolare.

LA GIORNATA AL NIDO

7.30- 9.00 accoglienza: i bambini vengono accompagnati dai genitori all’interno degli spazi, dove vengono accolti dalle educatrici ed incontrano le proposte che possono rispondere ai diversi interessi. Questo momento può costituire un “ponte”particolarmente importante tra il tempo e le esperienze con la famiglia, e quello vissuto dal bambino nel contesto sociale del nido, rendendo così più fluida la transizione tra i due mondi e dando una significativa continuità alla realtà di vita del bambino.

9.00 – 9.30 saluti e merenda: il circle-time e la merenda sono i momenti che indicano l’inizio della giornata. Durante i saluti ogni bambino si riconosce nel gioco del chi c’è (con la propria foto), e nella sezione dei grandi nel proprio gruppo secondo il criterio della SEZIONE APERTA che prevede la formazione dei gruppi con una scansione settimanale o mensile a seconda delle necessità. Le educatrici osservano costantemente le dinamiche di relazione tra i pari e,in base ad esse, compongono i gruppi periodicamente, per garantire la positività delle interazioni ed il benessere di tutti i bambini e le bambine.

9.30 – 11.00 proposta dei percorsi d’esperienza: dall’osservazione dei gesti e dei giochi a cui i bambini si dedicano con interesse e concentrazione, le educatrici predispongono oltre all’ambiente anche dei percorsi d’esperienza che vedono il susseguirsi di proposte all’interno di centri di interesse ai quali i bambini accedono per libera scelta. Costruite a partire dal rilancio che nasce dall’osservazione, i percorsi costituiscono un vero e proprio cantiere di occasioni, con lo scopo e la priorità di sostenere l’interesse e la soddisfazione dei processi di sperimentazione ed apprendimento che i bambini mostrano di vivere nelle diverse fasi della crescita

Le fasi delle progettazioni sono:
1. Osservazione e interpretazione dell’agire dei bambini
2. Offerta e sviluppo della situazione con l’adulto come osservatore eco-ricercatore
3. verifica e al valutazione attraverso l’osservazione

11.00 – 11.30 momento della cura: la cura del corpo rappresenta un appuntamento ricco di occasioni di percezione di sé, delle proprie capacità, delle proprie autonomie. L’atteggiamento dell’adulto è lento e fiducioso, offre al bambino il tempo di percepirsi ed attivarsi nei piccoli e grandi gesti della cura. Il tocco rispettoso, l’anticipazione dei movimenti con la parola, la possibilità di fare da sé,  garantiscono ai bambini di beneficiare anche in questi momenti di occasioni di apprendimento.

11.30 – 13.00 il pranzo e l’igiene: il momento del pasto è investito di grandi significati emotivi e diventa una vera occasione dal punto di vista dell’educazione alimentare. Anche qui  il bambino è protagonista e gli sono riconosciute le capacità di autoregolazione e diauto-alimentazione. La possibilità di essere attivo nel portare il cibo alla bocca fin dai primi mesi lo avvicina in modo naturale agli alimenti con i diversi sapori e consistenze. La tavola apparecchiata con stoviglie di vetro e ceramica, posate, brocche, piatti di portata rendono il pasto dei bambini dopo i 12 mesi un momento di grande autonomia e piacere anche nella condivisione.

13.00 – 15.30 il riposo: la stanza della nanna

15.30 – 16.00 la merenda

16.00 in poi i ricongiungimenti

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